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MATERIA

L'approfondita conoscenza della materia prima e delle metodologie di lavorazione, hanno fatto sì che negli anni l’azienda Pietre Naturali acquisisse il giusto know how per operare, distinguendosi, nel settore della pietra e per saper mediare tra innovazione e tradizione.

La buona conoscenza del territorio, poi, ha scandito le tappe fondamentali del nostro sviluppo, come quando nel 2000 siamo riusciti a rintracciare una delle ultime cave di breccia irpina (della variante “favaccina”) presso Melito Irpino, ampliando ulteriormente la produzione sia industriale che artigianale.
La materia prima che caratterizza fortemente il brand Pietre Naturali è la breccia irpina, una roccia molto resistente, formatasi dalla sedimentazione di frammenti di calcare, quarzi e cementi vari.

La Campania vanta un’antica tradizione nel comparto dei “lapidei ornamentali” e nella sola provincia di Avellino sono presenti cinque varianti di marmi, tra cui la “verde di Bonito”, l’”onice di Gesualdo”, il “cotognino” proveniente da Villamaina, il “corallino” da Montemiletto e la “breccia irpina” estratta anche nel territorio di Grottaminarda.

Segno distintivo della breccia irpina sono i "favacci", elementi di colore più scuro all’interno della materia più lattescente; la grandezza e la densità di queste impurità, influenzano il tipo di lavorazione della pietra e la sua resa estetica.

La “pietra di Fontanarosa” è il nome con cui si indica da sempre la breccia più fine, quella con elementi talmente minuti, densi ed amalgamati agli altri componenti, da poter permettere il suo utilizzo per sculture, portali e arredi, a differenza della “favaccina” e "favaccia", i cui grossi elementi consentono una lavorazione meno raffinata.