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TERRITORIO

Fontanarosa, in provincia di Avellino, è conosciuta con l’appellativo di “Città della pietra”: l’ampia disponibilità della materia prima ne ha fortemente condizionato la storia e l’architettura, influenzando anche la vocazione lavorativa di quanti hanno scelto di dedicarsi alla sua lavorazione.

Il contesto territoriale in cui è situata è estremamente ricco e variegato, sia dal punto di vista storico-artistico che per l’aspetto più strettamente legato al paesaggio naturale.

La collina rocciosa su cui è arroccata, insieme alle circostanti, le conferiscono un clima gradevole e piacevoli scorci visivi, punteggiati da piante di olivi, alberi da frutta e filari di viti da cui si produce il Taurasi DOCG.

La contiguità con Mirabella Eclano e gli scavi archeologici di Aeclanum, con Gesualdo la “Città del Principe dei Musici” e la prossimità a comuni come Villamaina, località termale, Grottaminarda e Sant’Angelo all’Esca, fanno sì che Fontanarosa sia un buon punto di passaggio per una conoscenza più approfondita del territorio irpino.

Suo segno distintivo è la Torre Civica, alta circa 57 metri, la cui cupola è rivestita con piastrelle di ceramica gialla e verde; le chiese di Santa Maria della Misericordia e quella di San Nicola Maggiore, poi, realizzata nel XII secolo, contraddistinguono la “Fontanarosa sacra”, la stessa che vede la comunità ritrovarsi il 14 agosto di ogni anno per partecipare alla tirata del Carro, obelisco di paglia intrecciata a mano e macchina da festa dedicata alla Madonna della Misericordia.